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#33 - La sintesi del blog

Quando iniziai questo corso, non avrei mai immaginato quanto la zappa avrebbe potuto essere interessante. Dopotutto ci sono tante cose su cui fare un blog come viaggi o film o moda ma la soddisfazione della ricerca e il fascino della scoperta su una cosa avuta sotto gli occhi per tutta una vita e anche, purtroppo, dimenticata da molti mi ha portato a rivalutare la zappa. Tutto è partito da Villamagna , il paese dove sono cresciuto , così piccolo ma pieno di tesori da scoprire , tra i  miti che la plasmano  e citazioni .  Una volta scelto il luogo, mi sono chiesto: quale cosa può racchiudere in maniera semplice la natura contadina di Villamagna? Mi sono venute in mente varie cose come il vigneto, essendo un paese dove sono presenti DODICI cantine, o l'aratro, dato che ho sotto casa quello che mio nonno usava da giovane. Ma alla fine nessun contadino è tale senza una zappa , lo strumento presente in ogni casa agricola che si rispetti perché tutto è nato da lì, da quanto e da co

#32 - Le azioni della zappa

Le azioni e i verbi correlati alla zappa sono: Zappare - azione principale  Spiantare - l'azione dell'estrarre una pianta dal terreno  Ossigenare - una volta vangato il terreno, si usa la zappa per rompere le zolle e farlo ossigenare per renderlo utilizzabile per la semina 

#31 - L'ABC della zappa

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A come Acacia L'acacia è il legno preferito per la costruzione del manico, in quanto duro ma flessibile.  B come Bidente La zappa bidente è una delle varianti della zappa tradizionale. C come Cerere Cerere era la dea romana della fertilità dei campi. In suo onore in Grecia e in Sicilia si faceva una processione, poco dopo il periodo della mietitura, dove sfilavano i vari sacerdoti e il popolo con la statua che aveva nella mano destra una zappa, insieme ad un canestro di grano. D come Drenaggio L'uso della zappa ha da sempre permesso di scavare scoli per il drenaggio dell'acqua. E come Edera La zappa è spesso utilizzata per spezzare gli arbusti di edera, maggiormente quella che cresce attorno alle piante. F come Fabbro Il fabbro è l'individuo che si occupa della creazione delle zappe. G come Giardino Luogo dove la zappa, sia in formato normale sia in formato ristretto, viene utilizzata. H come

#30 - La scienza e la tecnica della zappa

L'uso della zappa, sul lato della fisica classica, si basa sul concetto di leva dove il possessore è sia il perno sul quale gira la cosa, sia chi applica la forza all'altro capo verso giù quando si fa l'azione di inserimento della testa e verso su quando viene estratta. (estratto di un libro dove si mettono in paragone la vanga e la zappa:  https://books.google.it/books?id=XyQ6AQAAIAAJ&pg=PA154&lpg=PA154&dq=la+fisica+della+zappa&source=bl&ots=2bGgrveqyE&sig=ACfU3U0lUegShxwxiXjKu2UZbznA81kXrQ&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwib7L_iidvmAhVPuqQKHeg8Bp8Q6AEwB3oECAkQAg#v=onepage&q=la%20fisica%20della%20zappa&f=false ) Sul lato chimico, zappare permette l'ossigenazione della terra rinvigorendola applicando in più anche dei concimi appositi. Sul lato tecnico, l'agricoltura ha fatto passi avanti con l'uso di strumenti meccanizzati ma dal principio l'utilizzo di zappe, vanghe e pale ha portato l'uomo ad attivarsi nella "

#29 - I numeri della zappa

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I numeri attorno alla zappa li ho ricercati nella smorfia napoletana, già visti brevemente nello step #14 , e sono usciti numeri come: Pensando alla cosa in sé, ho trovato che anche la sua forma suggerisce un numero:  il 7. Oppure il numero 2 , che sono i numeri dei componenti che da sempre compongono la zappa; il numero 1 , pensando che è un attrezzo che può usare solo una persona alla volta. Altri due numeri mi sono stati suggeriti dai precedenti lavori svolti, come lo step sui brevetti o le varie ricerche effettuate: 41.700 e 2.310.000 , che sono rispettivamente il numero dei risultati ottenuti su Google Patents, digitando la parola "hoe" (zappa in inglese) e Google Search, ricercando la zappa come cosa.

#28 - Il protagonista della zappa

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Quando all'inizio è stato chiesto quale sarebbe stata la cosa che avrei preso in esame, in mente avevo due cose principalmente: la zappa e l'aratro. Ma entrambi gli oggetti riconducevano alla mia famiglia e, principalmente, ad una persona: mio nonno, Pasquale D'Onofrio. Nato nel 1930 e nono di 11 figli, crebbe come mezzadro della famiglia "Tàccalit" come suo padre e suo nonno prima di lui. Dopo la seconda guerra mondiale, decise di cambiare la sua situazione riuscendo a passare i vari controlli e partire per l'Australia nel 1962 sapendo solo "mettere il giogo alle mucche e lavorare la terra", come dice sempre lui quando racconta queste storie. Dopo aver lavorato 4 anni lì, passando dai mulini Wittnoom alla costruzione di strade per il governo fino alla raccolta di ferro nella regione del Pilbara, torna in Abruzzo e acquista diversi appezzamenti di terra dove oggi continuiamo a lavorare e produrre vino, olio e ogni forma di colture possibili. Ancor

#27 - Il museo della zappa

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Il progetto del museo della zappa è stato fatto con l'intento di dare inizialmente una forza maggiore al valore della cosa per poi proseguire nella sua evoluzione lo costruirei usando lo schema sopra riportato.  Il museo è stato concepito come un esperienza, fino alla porta di intramezzo, solitaria e facendo partire la persona successiva grazie ad una luce verde che si accenderà una volta passata la porta a metà. Una volta che l'ospite sarà entrato, ci saranno delle luci forti, delle figure o colori tendenti al verde, suoni e profumi, provenienti dal soffitto, in grado di dare la sensazione di essere in campagna accompagnata dalla presenza di terra sul pavimento, prima graduale e poi totale, per tutta la durata dell'esplorazione del museo. Una volta raggiunto il punto 1, sul muro ci saranno due zappe moderne incrociate con una scritta sopra: L'ospite, girandosi e facendo un passo verso il muro alle sue spalle farà accendere due faretti che